Distribuzione ottica: da canale distributivo a filiera di prodotto integrata

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«Carattere strutturale permanente della distribuzione ottica è il forte contrasto tra il livello di concentrazione e innovazione del sistema industriale e quello del sistema distributivo che – con l’acquisizione da parte di Luxottica di Salmoiraghi & Viganò, riferimento storico per la DM ottica – compie un passaggio fondamentale, con la presenza anche nel nostro sistema di “imprese filiera(*)” che, con l’accordo di Luxottica con Essilor, acquistano una fisionomia globale». Questo, in estrema sintesi, il tema dell’intervento di Giorgio Righetti, direttore dell’Istituto Zaccagnini di Bologna, nell’ambito del ciclo di conferenze e incontri svoltisi durante l’appena trascorsa edizione di MIDO.

Fra le attività di tipo culturale e didattico che svolge nell’ambito delle scienze delle visione, l’Istituto è presente, infatti, anche in campo economico con varie iniziative, di cui una permanente, cioè un ciclo scolastico dedicato all’economia dell’impresa ottica e del contesto in cui opera. Partendo da questo ambito, Righetti, ha predisposto un’articolata riflessione sullo stato dell’arte della distribuzione specializzata di prodotti ottici, destinata a suscitare interrogativi sull’impatto che, nel prossimo futuro, la fusione tra due player globali, come Luxottica e Essilor, potrà avere.

«L’accordo in questione – ha spiegato il docente – nasce come conseguenza logica e inevitabile di una serie di eventi e fenomeni economici che prendono vita dai processi di globalizzazione dell’economia.
Le grandi tendenze che muovono gli eventi e i comportamenti degli attori principali all’interno dei sistemi economici e le relazioni fra questi e tutte le componenti della vita sociale, politica e culturale, sono collegati fra di loro da meccanismi che si influenzano e condizionano reciprocamente in un flusso, fondamentalmente uniforme, se non nelle dinamiche temporali.
Ebbene, a monte di quello che è stato definito il “grande Merger” e proprio perché questo potesse accadere, si sono verificate una serie di circostanze e di accadimenti che possono essere riassunti con la sequenza che parte dalla globalizzazione, passa per la necessità conseguente di accrescere le dimensioni aziendali e il fatturato, prosegue con la ricerca dell’ampliamento del mercato e quindi dell’abbattimento delle barriere di ingresso costituite dai costi e dai prezzi e approda – nel contesto attuale di incertezza economica e di indebolimento della domanda – per sfociare con la conclusione, in qualche modo obbligata, del Great Merger, supportata e/o indebolita dalle tecnologie web, facili da usare, difficili da dominare.
In questo rivolgimento, la distribuzione specializzata, segmento di un sistema scollegato, rischia di finire con il contrapporsi alla filiera ottico/oftalmica e dovrà trovare nel medio termine nuovi stimoli e ragioni d’essere».
La presentazione di Giorgio Righetti ha illustrato quali siano i significati e le motivazioni che legano e connettono le parti della sequenza che si è conclusa con il Great Merger.

(*) Il termine è stato coniato da Danilo Fatelli nel libro “La filiera dei prodotti ottici” edito da Franco Angeli, adottato dall’Istituto Zaccagnini come libro di testo nel corso sull’economia dell’impresa ottica