Occhialeria italiana: crescita “normale” nel 2016

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Il 2016 è stato un anno “normale” per l’occhialeria italiana: seppure il trend resti positivo, sia per le esportazioni (che negli anni passati avevano conosciuto incrementi record) sia per il mercato interno, la crescita, in entrambi i settori, è stata decisamente più contenuta rispetto agli anni precedenti. è quanto emerge dai più recenti dati diffusi da Anfao (Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici).

Le esportazioni, di montature, occhiali da sole e lenti – si legge in un comunicato dell’Associazione – che assorbono quasi il 90% della produzione del settore, sono cresciute del 3,6% rispetto al 2015, raggiungendo il valore di 3.579 milioni di euro (dati di preconsuntivo, stimati da ANFAO sulla base degli ultimi dati ISTAT disponibili relativi al periodo gennaio-ottobre 2016). L’apporto a tale crescita è derivato esclusivamente dalla performance degli occhiali da sole, che hanno registrato una variazione tendenziale del 6,8% attestandosi a circa 2.465 milioni di euro. Le esportazioni di montature, invece, rilevano una flessione del 2,8%, arrivando a 1.045 milioni di euro circa.
Anche le importazioni sono rallentate, attestandosi su un +3,3% per un valore vicino ai 1.184 milioni di euro.
La bilancia commerciale dell’occhialeria italiana continua comunque a essere largamente in attivo (2.395 milioni di euro il saldo export-import nel 2016), in crescita di circa 4 punti percentuali rispetto al 2015.

Quanto al mercato interno, i risultati, per quanto positivi, non hanno soddisfatto le aspettative generali: il sell-in complessivamente registra un +2,2% a valore, mentre guardando ai diversi segmenti, la crescita maggiore riguarda gli occhiali da sole (+3%), le montature sono cresciute dell’1%, mentre nel comparto delle lenti oftalmiche (+0,5%) restano sempre in evidenza le lenti progressive (+3,8%).

E per il 2017 Anfao esorta alla prudenza nelle aspettative, pronosticando una crescita sicuramente ridimensionata nella misura, ma probabilmente più costante nel tempo, come ha sottolineato anche Cirillo Marcolin, presidente di Anfao e MIDO, nella conferenza stampa di apertura della fiera svoltasi lo scorso febbraio: «Per il futuro le aziende dovranno sviluppare una strategia che punti a una crescita più contenuta, senza previsioni troppo ottimistiche».